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VADEMECUM
DELL'AUTOCERTIFICAZIONE
(Istruzioni per l'uso delle nuove semplificazioni)
"Vietato " chiedere i certificati ai cittadini
Certificati addio: dal 7 Marzo 2001 le Amministrazioni e i Servizi
Pubblici non potranno più chiedere i certificati ai cittadini
in tutti i casi in cui si può fare l'autocertificazione
. Questa è una delle novità più importanti
del Testo Unico sulla documentazione Amministrativa ( D.P.R. 28.12.2000
nr. 445 ). Si completa così il cammino avviato nel 1997
dalle leggi Bassanini per semplificare la vita ai cittadini e non
costringerli più a fare i fattorini tra un'amministrazione
e l'altra per dimostrare di essere nati, residenti, e addirittura
di essere in vita. Sono diventate più semplici tutte le
pratiche più comuni della vita quotidiana ed è già stato
eliminato il 55% dei certificati: dai 71 milioni del 1996 a circa
31 milioni nel 2000. Solo nell'ultimo anno gli italiani hanno risparmiato
circa 2.185 miliardi per certificati e autentiche.
Questi risultati positivi hanno consentito di introdurre le nuove semplificazioni,
che permettono di raggiungere l'obiettivo della completa eliminazione dei certificati
attraverso lo scambio diretto di informazioni tra amministrazioni pubbliche.
Tutti i certificati che le amministrazioni e i servizi pubblici
non potranno più chiedere:
Le amministrazioni non potranno più chiedere ai cittadini
i certificati relativi a:
- nascita;
- residenza:
- cittadinanza;
- godimento dei diritti civili e politici;
- stato di celibe/nubile, coniugato/a, vedovo/a o stato libero;
- stato di famiglia;
- esistenza in vita;
- nascita del figlio/a, morte del coniuge, del genitore, del
figlio/a ecc.;
- tutti i dati contenuti nei registri di stato civile (
ad esempio la maternità, la paternità, la separazione
o comunione dei beni);
- iscrizione in albi, registri o elenchi tenuti da pubbliche
amministrazioni ( ad esempio l'iscrizione alla Camera di Commercio);
- appartenenza a ordini professionali;
- titoli di studio, esami sostenuti;
- qualifica professionale posseduta, titolo di specializzazione,
di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione
tecnica;
- reddito, situazione economica, assolvimento di obblighi contributivi
- possesso e numero di codice fiscale, di partita IVA e tutti
i dati contenuti nell'anagrafe tributaria;
- stato di disoccupazione, qualità di pensionato
e categoria di pensione;
- qualità di studente, di casalinga ecc.;
- qualità di legale rappresentante di persone fisiche
o giuridiche, di tutore, di curatore e simili;
- iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi
tipo;
- tutte le situazioni relative all'adempimento degli obblighi
militari, comprese quelle attestate nel foglio matricolare dello
stato di servizio;
- non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario
di provvedimenti che riguardano l'applicazione di misure di prevenzione,
di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti
nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa;
- non avere procedimenti penali in corso;
- non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e non
aver presentato domanda di concordato;
- vivere a carico di qualcuno.
La richiesta di questi certificati da parte delle
amministrazioni e dei servizi pubblici costituirà violazione
dei doveri d'ufficio.
Al posto dei certificati, amministrazioni e servizi pubblici dovranno
accettare le autocertificazioni o acquisire i dati direttamente,
facendosi indicare dall'interessato gli elementi necessari ( ad
es. per il diploma di scuola media secondaria il cittadino dovrà indicare
l'istituto e l'anno in cui si è diplomato.
Fate attenzione:
-I certificati medici, sanitari, veterinari, di origine,
di conformità CEE, di marchi o brevetti, non possono essere
sostituiti dall'autocertificazione;
- E' sempre possibile per i cittadini chiedere il rilascio dei certificati,
sono le amministrazioni che non possono pretenderli;
Chi deve accettare l'autocerticicazione:
- Le amministrazioni pubbliche;
- I servizi pubblici e cioè le aziende che hanno in concessione servizi
come i trasporti, l'erogazione di energia, il servizio postale, le reti telefoniche
ecc. Per esempio le aziende municipalizzate, l'Enel, le Poste ( ad eccezione
del servizio Bancoposta), la Rai, le Ferrovie dello Stato, la Telecom, le Autostrade
etc. Tutte queste aziende sono tenute ad accertare l'autocertificazione dai
loro utenti.
Fate attenzione:
I Tribunali non sono tenuti ad accettare l'autocertificazione.
L'autocertificazione e i privati
L'autocertificazione è estesa ai privati ( ad es. banche
e assicurazioni) che decidono di accettarla. Per i privati, a differenza
delle amministrazioni pubbliche, accettare l'autocertificazione
non è obbligo, ma una facoltà.
Come si fa l'autocertificazione ( dichiarazione sostitutiva
di certificazione)
Per sostituire i certificati basta una semplice dichiarazione
firmata dall'interessato, senza autentica della firma e bollo.
Per agevolare i cittadini le amministrazioni devono mettere a disposizione
i moduli.
I documenti d'identità al posto dei certificati
L'esibizione di un documento d'identità o di riconoscimento
( ad esempio carta d'identità, passaporto, patente di guida,
libretto di pensione etc.), a seconda dei dati che contiene, sostituisce
i certificati di nascita, residenza, cittadinanza e stato civile.
Niente più autentiche su domande e dichiarazioni sostitutive
dell'atto di notorietà rivolte alle pubbliche amministrazioni.
Per presentare le domande e le dichiarazioni sostitutive dell'atto
di notorietà alle amministrazioni e ai servizi pubblici
la firma non deve essere autenticata. E' sufficiente firmarle davanti
al dipendente addetto a riceverle oppure presentarle o inviarle
allegando la fotocopia di un documento di identità.
Si ricorda che con le dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà il
cittadino può dichiarare tutte le condizioni, le qualità personali
e i fatti a sua conoscenza che non sono già compresi nell'elenco dei
certificati che le amministrazioni non possono più chiedere ( ad esempio
di essere erede, di essere proprietario o affittuario di un appartamento, il
proprio stato di servizio, la conformità all'originale della copia di
un documento etc.).
L'autentica della firma rimane per le dichiarazioni sostitutive dell'atto di
notorietà da presentare ai privati e per le domande che richiedono la
riscossione di benefici economici ( pensioni, contributi etc.) da parte di
altre persone.
Chi può fare le dichiarazioni sostitutive
Possono fare l'autocertificazione:
- i cittadini italiani;
- i cittadini dell'Unione Europea;
- i cittadini dei paesi extracomunitari in possesso di regolare permesso di
soggiorno, i quali possono utilizzare l'autocertificazione limitatamente ai
dati che sono attestabili dalle pubbliche amministrazioni italiane.
Le responsabilità di chi autocertifica
Il cittadino è responsabile di quello che dichiara con
l'autocertificazione. Le amministrazioni hanno fiducia nel cittadino
e al tempo stesso effettuano controlli sulla corrispondenza alla
verità delle autocertificazioni. In caso di dichiarazione
falsa il cittadino viene denunciato all'autorità giudiziaria
e decade dagli eventuali benefici ottenuti con l'autocertificazione.
Domande e autocertificazione per fax e per via telematica
Tutte le domande e le dichiarazioni da presentare alla pubblica
amministrazione o ai gestori di servizi pubblici possono essere
inviate anche per via fax, allegando la fotocopia di un documento
di identità, e per e-mail identificandosi con la carta d'identità elettronica.
Autentica di copia
Si potrà dichiarare che è conforme all'originale:
§ la copia di un documento tenuto o rilasciato da una pubblica amministrazione;
§ la copia di una pubblicazione, di un titolo di studio e di servizio;
§ la copia di documenti fiscali che debbono essere conservati dai privati.
Non è più necessario, quindi, far autenticare le copie di questi
documenti in Comune o presso l'Amministrazione a cui devono essere consegnati,
ma è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà firmata
davanti al dipendente addetto oppure presentata o inviata con la fotocopia
del documento di identità.
Impedimento per ragioni di salute
Quando una persona non è in grado di rendere una dichiarazione
a causa di un temporaneo impedimento per ragioni di salute, un
parente prossimo ( il coniuge o in sua assenza i figli, o in mancanza
un altro parente fino al terzo grado) può fare una dichiarazione
nel suo interesse. In questo caso la dichiarazione va resa, indicando
l'esistenza di un impedimento temporaneo per ragioni di salute,
davanti al pubblico ufficiale che accerta l'identità della
persona che ha fatto la dichiarazione.
MODELLI:
Dati
demografici
Titoli
di studio, posizione economica, altro
Atto
di notorietà
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