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ROCCA VILLINCINO
contrada villincino
Sorgeva
questa rocca su un rialzo acciottolato nella piccola piazza Torre
in località Vill'Incino che costituì tra il XIII
e il XIV secolo un attivo centro medioevale. In origine il forte
apparteneva
ai Carpani, la loro ultima discendente visse nella casa - detta
stallazzo - nella vicina piazzetta Prina. Ancora oggi si possono
scorgere un
portico ad archi ribassati, soffitti a cassettoni del '400 con
lacunari in parte affrescati con ritratti di gentiluomini e di
dame dell'epoca,
finestre trecentesche in cotto.
Dopo la battaglia di Desio (1277) quando vennero abbattuti i castelli,
anche quello di Vill'Incino resta abbandonato, ma verso il 1500 diviene
sede di religiosi. Con l'editto di Saint Cloud nel 1810 l'edificio
viene messo all'asta e aggiudicato a un Casati.
Oggi del castello, elencato tra i monumenti nazionali, resta solamente
un rudere. Esso è in posizione lievemente sopraelevata e
il suo portale a volta chiusa conserva un'elegante bifora con colonnetta
in marmo di Candoglia.
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Le
case della piccola e suggestiva contrada sorgono sull'area del castello
del quale resta pure la Pusterla, torre in pietra a vista, con piccole
finestre a sesto acuto e una loggia rustica.
Nella Pusterla è stata rinvenuta una rara "forchetta" del
periodo alto medioevale, attualmente conservata al Civico Museo
di Erba.
Si pensa che il borgo di Vill'Incino abbia conosciuto le feste
pagane tramandate a noi lungo il corso dei secoli: la festa della "Giubbiana"
e del "Masigott". Il "Masigott", alla terza domenica
di ottobre, è la festa della vendemmia e trae il suo nome da
una polenta di farro o grano duro detta appunto "masigott".
Dal borgo medioevale partivano pure le lunghe processioni che, durante
le grandi epidemie, giungevano fino alla chiesa plebana di Santa Eufemia. |
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